087 - Paul Klee, Il buon posto per pescare, 1922, 138

Paul Klee, Il buon posto per pescare, 1922, 138

087 - Paul Klee, Il buon posto per pescare, 1922, 138

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Klee non nutriva per gli animali lo stesso interesse che riservava alle piante, sebbene gli piacesse osservarli e credesse di poter scorgere in essi un riflesso del comportamento umano. Tuttavia, una specie in particolare lo affascinava profondamente, tanto da renderla il soggetto di diverse composizioni importanti: i pesci. Già durante il suo viaggio di studio in Italia nel 1901/02, visitò il famoso zoo di Napoli, e in seguito l'acquario dello zoo di Berlino divenne una tappa fissa dei suoi viaggi. Durante il periodo trascorso al Bauhaus, possedeva un acquario personale, che lo spinse a riflessioni filosofiche e gli fornì materiale visivo per i suoi dipinti di pesci e scene sottomarine. Klee era anche un appassionato pescatore. Soprattutto in gioventù, si dedicò con entusiasmo alla pesca, ma in seguito, a causa del suo crescente amore per gli animali, limitò la sua passione per la caccia. "Un buon posto per pescare" è tutt'altro che una rappresentazione realistica. Piuttosto, Klee traduce la sua visione dell'acqua in strati orizzontali di colore uniformi. All'interno di questi strati si trovano numerosi motivi tratti dall'esperienza del pescatore. Diverse formazioni acquatiche, pesci, bolle d'aria: tutto si concentra attorno a un enigmatico segnale di navigazione con una struttura in mattoni e un punto di pesca. Non è ancora chiaro per chi questo "punto di pesca" sia "buono": per i pesci o forse per il pescatore?